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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Monza
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mwmqMonza (, mwmwmwnaAFI: /ˈmonʦa/cite-ref-8[7]; mwogMonscia in mwowdialetto monzesecite-ref-9[8]cite-ref-10[9], [ˈmũːʃa]) è un mwrqcomune italiano di mwrg123 777 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-3-1[2], mwswcapoluogo della mwtaprovincia di Monza e della Brianza, in mwtqLombardia.

È centro di mwtwuna delle aree più produttive d'mwuaEuropacite-ref-11[10].

La città inoltre è famosa per l'mwvgAutodromo Nazionale situato all'interno del mwvwParco di Monza e per la presenza della mwwaCorona Ferrea, conservata nel Museo cittadino, utilizzata per l'incoronazione di alcuni re del mwwqRegno d'Italia.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Media
Teatro
Musica
Eventi
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il suo territorio è attraversato da nord a sud dal fiume mwygLambro. All'ingresso a nord nel centro storico, fra le vie Zanzi e Aliprandi, una biforcazione del fiume creata artificialmente a scopo difensivo nei primi decenni del XIV secolo dà luogo al mwywLambretto, che si ricongiunge al corso principale del Lambro alla sua uscita a sud dall'antica cerchia delle mura (oggi interamente demolite). Un altro corso d'acqua, anch'esso artificiale, è il mwzaCanale Villoresi, realizzato nel XIX secolo, che attraversa il territorio di Monza da ovest a est incrociando il Lambro al confine settentrionale del quartiere mwzqmwzgSan Rocco. L'architetto e designer mwzwGualtiero Galmanini è stato autore dei piani urbanistici della città di Monza nel XX secolo.

L'idrografia di Monza e della zona dei comuni confinanti è particolarmente complessa, sia per cause naturali, vista la cospicua presenza di mwagfiumi, mwawtorrenti e mwbafontanili, che formano un vero e proprio groviglio idrico, sia per questioni legate ai lavori di canalizzazioni e di deviazione dei corsi d'acqua eseguite dall'uomo, aventi il proprio inizio durante l'mwbqepoca romana, che hanno portato alla realizzazione di numerose mwbgrogge, mwbwcanali e mwcalaghi artificiali. Visto che l'acqua è abbondante e facilmente raggiungibile, nel Monzese gli mwcqantichi Romani non realizzarono mai mwcgacquedotticite-ref-12[11].

I corsi d'acqua più importanti che interessano Monza e i comuni limitrofi sono i fiumi mwfgLambro, mwfwAdda e mwgaSeveso, i torrenti mwgqMolgora, mwggCertesa, mwgwMolgoretta, e il mwhaCanale Villoresi.

Clima

Monza è situata nel bacino della Pianura Padana ed è caratterizzata da un mwjqclima subcontinentale con una mwjgescursione termica annua minore di quella riscontrabile nelle città della bassa pianura padanacite-ref-13[12]cite-ref-14[13], a causa della sua altitudine e della vicinanza alle Alpi.

Monza, al contrario della gran parte della Pianura Padana, ha un minore tasso di umidità che si attesta al 70%cite-ref-15[14]. Gli inverni monzesi sono quindi molto più freddi rispetto a quelli delle città costiere, senza però raggiungere gli estremi tipici dell'mwnaEuropa centrale grazie alla latitudine più meridionale e alla protezione fornita dalla catena delle mwnqAlpi. Le estati invece sono calde e decisamente mwngafose.

Nel complesso le mwoaprecipitazioni nell'area monzese sono ben distribuite nel corso dell'anno anche se la stagione invernale registra periodi relativamente lunghi senza precipitazioni, con un minimo di circa 40mwoq mm a febbraio. Le stagioni intermedie sono piovose, specialmente il medio mwogautunno e la mwowprimavera.

Prima degli anni 1990 le nevicate invernali erano frequenti. Considerando il periodo che va dagli anni sessanta agli anni novanta del XX secolo, la "media nivometrica" della città di Monza (ovvero i centimetri totali medi annui di accumulo nevoso) è più bassa di quella di alcune città del nord-ovest e dell'mwpqEmilia (come mwpgPiacenza, mwpwParma, mwqaBologna, mwqqTorino), ma più elevata di altre città del nord-est (come mwqgUdine, mwqwVerona, mwraVenezia) fermandosi a 25,2mwrq cm annui in città.

Gli estremi termici di Monza sono generalmente di 30mwrw °C le massime e le minime i -2mwsa °C.

Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trentennio 1971-2001 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del mwsgServizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al citato trentenniocite-ref-16[15].

| Monza [ 16 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Monza [ 16 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 4,9 | 7,8 | 13,1 | 17,8 | 22,1 | 25,9 | 28,5 | 27,2 | 23,6 | 17,1 | 10,7 | 6,1 | 6,3 | 17,7 | 27,2 | 17,1 | 17,1 |
| T. min. media ( °C ) | −1,2 | 0,5 | 3,9 | 7,6 | 11,6 | 15,3 | 17,6 | 17,0 | 14,1 | 9,0 | 4,1 | 0,2 | −0,2 | 7,7 | 16,6 | 9,1 | 8,3 |
| Precipitazioni ( mm ) | 60 | 61 | 77 | 93 | 101 | 101 | 75 | 96 | 87 | 116 | 108 | 69 | 190 | 271 | 272 | 311 | 1 044 |

Origine del nome

Secondo una leggenda, la regina mwxwTeodolinda, per riposarsi durante una battuta di caccia del re e della corte longobarda, si addormentò lungo la riva del fiume Lambro. In sogno avrebbe visto una colomba, simbolo dello mwyaSpirito santo, che le avrebbe pronunciato la parola mwyqmodo, ad indicare che avrebbe dovuto dedicare quel luogo a Dio. La regina a quel punto avrebbe risposto mwygetiam, indicando la sua piena accondiscendenza al volere divino.
Dall'unione delle due parole mwzamodo ed mwzqetiam sarebbe poi quindi nato il nome della città: mwzgModoetia.

L'episodio è narrato, insieme ad altri della vita della regina, nel ciclo di affreschi, eseguito nel XV secolo dai fratelli mw0aZavattari, che decora interamente le pareti della mw0qCappella di Teodolinda nel mw0gDuomo di Monza.

Precedentemente, in epoca romana, il nome era mw1aModicia, come si evince dall'iscrizione presente sull'mw1qAra dei Modiciates, conservata presso i mw1gMusei Civici, che recita "HERCULI MODICIATES IOVENI". L'origine di tale nome rimane tuttavia incerta.cite-ref-18[17]

Storia

Epoca celtica

Urne e corredi funerari, armi, lucerne, spilloni, vasellame vario: questi ritrovamenti databili all'mw5aetà del bronzo (circa II millennio a.C.) sono state scoperti sia nella provincia monzese che nell'attuale città sul finire del XX secolo: questi ritrovamenti oggi sono conservati nei depositi dei Musei Civici.

Documentata è anche la sicura presenza nella regione di comunità socialmente organizzate di origine mw5gceltica. Infatti la tribù celtica degli mw5wInsubri, valicate le mw6aAlpi, si era stabilita intorno a mw6qMediolanum (mw6gMilano), dividendosi in numerosi villaggi, tra cui quello che sarebbe diventata l'odierna Monza.

mw7aPlinio il Vecchio descrive gli abitanti della zona come dediti alla pastorizia e all'agricoltura di rape, frumento e vite. Fiorente era l'allevamento di maiali grazie all'abbondanza di boschi di querce.

Epoca romana

Nell'anno 222 a.C. i consoli romani mw7wGneo Cornelio Scipione Calvo e mw8aMarco Claudio Marcello sottomisero i mw8qCelti mw8ginsubri che tuttavia, pochi anni più tardi, si sollevarono all'arrivo di mw8wAnnibale (218 a.C.).
Tornata nell'orbita di Roma nei primi decenni del II secolo a.C., la mw9qGallia Cisalpina fu integrata con un diffuso insediamento di coloni e ottenne da mw9gGiulio Cesare la cittadinanza romana nel 49 a.C. (mw9wmw-aLex Roscia).

Nella mw-wripartizione di mwaqaAugusto Modicia era inclusa nella mwaqeRegio XI, il cui territorio corrispondeva all'antica mwaqiGallia Transpadana.

La città non era un municipio autonomo in quanto per la relativa vicinanza dipendeva dal municipio di mwaqqMediolanum; nodo stradale importante per le vie che collegavano Milano a Como e a Bergamo, la sua importanza cominciò a manifestarsi dalla fine del III secolo anche se il luogo continuò a mantenere un carattere essenzialmente agricolo.

Dai ritrovamenti archeologici si è trovato che il nucleo principale della città era sulla sponda destra del fiume Lambro verso il Duomo, e un secondo nucleo, forse più tardo, era sulla sponda sinistra verso l'odierna mwaqychiesa di San Maurizio.

Le due zone erano collegate dall'unico monumento tuttora rimasto della Monza romana: il mwaqgponte sul fiume Lambro detto "di Arena".

Il ponte sarebbe così chiamato perché si trovava nelle vicinanze di un luogo in cui i giovani praticavano attività ginnico-sportive; un'altra ipotesi si riferisce invece alla possibile esistenza di un piccolo anfiteatro, sulla riva sinistra del fiume, come suggerito dalla curva ellittica descritta dall'andamento dell'attuale via Vittorio Emanuele IIcite-ref-19[18].

Il ponte (che fu demolito nel XIX secolo per far posto all'odierno ponte dei Leoni) era lungo 70mwaq8 m e largo 4, era composto di sette archi ribassati in cotto e serizzo, uno dei quali è tuttora visibile. Da qui passava la strada che da Milano conduceva a Lecco e a Bergamo.

Della Monza romana sono rimaste varie testimonianze quali ceramiche, grezze o dipinte, di uso quotidiano, are dedicate a mwarcGiove, mwargErcole e mwarkMercurio, iscrizioni, mwarosarcofagi, lapidi sepolcrali ed epigrafi di militari, commercianti e piccoli proprietari, spesso dai nomi celtici romanizzati.

Le fondazioni di un mwarwninfeo tardo romano sono state risistemate nel giardino della cosiddetta mwar0casa dei Decumani, poco lontano dal luogo del ritrovamento avvenuto ad est della cappella del Rosario del Duomo. In una zona non molto distante poteva anche trovarsi un'area sepolcrale, poiché i relativi materiali lapidei di recinzione furono reimpiegati come pilastri della stessa casa dei Decumani.

Nell'ultimo periodo della decadenza dell'impero, nel 402, i mwar8Goti di mwasaAlarico saccheggiarono la regione Transpadana.

Epoca medioevale

Alla disgregazione dell'impero romano Monza condivide le vicende dell'intera Italia che subisce lo stanziamento di nuovi popoli.

Dapprima gli mwasqEruli di mwasuOdoacre, che depone l'mwasyultimo imperatore romano (476).

Quindi gli mwasgOstrogoti di mwaskTeodorico (493), che sceglie proprio Monza come una delle sue residenze e vi fa costruire un proprio mwasoPalatium magnum. Purtroppo del palazzo di Teodorico, peraltro menzionato da Paolo Diaconocite-ref-20[19] nella sua mwas8Historia Langobardorum, non è rimasta traccia apparente.

Poi la mwateguerra mossa da mwatiGiustiniano contro i Goti che porta alla riconquista bizantina dell'Italia (553).

Infine l'arrivo in Italia dei mwatqLongobardi (568), guidati dal loro re mwatuAlboino: la conquista longobarda si estenderà a larga parte del territorio italiano (mwatyLangobardia Maior e mwatcLangobardia Minor) e comporterà un ruolo storicamente importante per la città di Monza (mwatgModoetia).

Non si hanno notizie storiche su Monza per tutto il periodo che intercorre tra la morte di mwauyTeodorico ed il regno di mwaucAutari che invece sarà, insieme a quello del suo successore mwaugAgilulfo, molto importante politicamente per la città.

Autari, mwauoterzo re in Italia dei mwausLongobardi, aveva sposato, nel 589, mwauwTeodolinda, principessa mwau0cattolica bavarese, figlia del duca mwau4Garibaldo e di mwau8Valdrada principessa della stirpe longobarda dei mwavaLetingi.

Morto improvvisamente Autari nel 590, Teodolinda sposò in seconde nozze il mwaviduca di Torino, mwavmAgilulfo, incoronato re d'Italia. La coppia regale stabilì a Milano la propria capitale e a Monza la residenza estiva; Teodolinda si fece allora costruire mwavqun ricco palazzo a Monza. Anche di questa residenza regale non è rimasta traccia, se non nell'iscrizione sull'mwavumwavyEvangeliario donato dalla regina alla chiesa di San Giovanni.

Teodolinda fece anche costruire, nel 595, vicino al suo palazzo e sulla riva del fiume Lambro un mwavgoraculum, cioè un luogo di preghiera, presto ampliato e dotato di molti ornamenti d'oro e d'argento: la prima mwavkbasilica di San Giovanni Battista, adiacente al Palazzo Reale. Tutto ciò secondo la testimonianza dello storico longobardo mwavoPaolo Diacono (VIII secolo), che nella sua mwavsmwavwHistoria Langobardorum scrisse:

«[…]

Theudelinda regina basilicam costruxerat, qui locus supra Mediolanum duodecim milibus abest,

[…]


Vestigia del tempio teodolindeo, quali muri del VI secolo, iscrizioni, lastre decorate a soggetto religioso si trovano tuttora a far parte dell'odierno mwawmDuomo, che forse ne comprende alcune navate. A lato dell'abside rimane anche una mwawqtorre longobarda usata più tardi come campanile della Basilica e forse in origine posta a difesa dell'adiacente Palazzo Reale.

mwawwPapa Gregorio Magno, grazie all'influenza della regina, sostenne la conversione al mwaw0cattolicesimo del popolo longobardo, ancora in gran parte mwaw4pagano o mwaw8ariano. Per incoraggiare e confermare la fede del popolo il papa donò una serie di oggetti di culto, molti dei quali, carichi di valore storico ed artistico, sono ancora oggi conservati nel mwaxamuseo del Duomo, insieme anche a numerosi oggetti d'arte di questo popolo: tra questi l'mwaxeEvangeliario di Teodolinda, che papa mwaxiGregorio Magno donò nel 603 alla regina dei Longobardi.

Teodolinda morì nel 627 e venne sepolta nell'Oraculum.cite-ref-22[21]. Nel 1308 i suoi resti furono trasferiti in un sarcofago nella mwaxgCappella a lei dedicata.

Dopo Teodolinda la Chiesa monzese andò assumendo un'importanza spirituale e temporale sempre maggiore. A suo capo fu posto un mwaxo"Diacono custode" (che successivamente, nell'anno 879, divenne "mwaxsArciprete"). In questo periodo la Basilica monzese e le sue terre furono prima soggette a "Principi", cioè a feudatari inviati dai re longobardi residenti a mwaxwPavia.

Più tardi l'mwax4Arciprete di Monza giunse ad associare il potere temporale a quello spirituale.

Nell'anno 774 i Longobardi di mwayaDesiderio sono sconfitti dai Franchi di mwayeCarlo Magno che riceve la mwayiCorona ferrea nel 775.

In seguito la città entrò nei domini del mwayqSacro Romano Impero, pur con ampi margini di autonomia, e infine, dall'XI secolo, entrò nell'orbita di mwayuMilano.

Monza è stata inoltre sotto la signoria dell'illustre casato dei mwaycPrincipi Morigia alleati dei mwaygVisconti.

Epoca moderna

mwaysLibero comune nel XIII secolo, nel XIV secolo Monza entrò nei domini dei mwaywVisconti di Milano, dei quali seguì la sorte passando poi sotto il mway0dominio della potente famiglia Durini di Milano in pieno periodo di occupazione spagnola. I Durini diedero alla città e a tutto il suo esteso territorio un impulso economico e culturale di grande rilievo, costruirono importanti edifici commissionati ai più importanti architetti del tempo, diedero vita a grandi campagne decorative nei loro palazzi così come nel Duomo, in cui operarono gli stessi artisti scelti dai mway4Durini per il fastoso palazzo di Milano in via Durini. Vengono costruite le prime ville storiche monzesi.

Alla fine della mwazaguerra di successione spagnola (1713), il Ducato di Milano viene assegnato alla casa degli mwazeAsburgo d'Austria. Questo periodo storico corrisponde ad una stagione di rinascita della città, con un notevole sviluppo dell'agricoltura e dell'artigianato.

L'imperatrice mwazkMaria Teresa fa edificare per il figlio mwazoFerdinando, Governatore di Milano, la mwazsVilla Reale (1777-1780). La scelta di Monza era dovuta, oltre che alla bellezza del paesaggio, anche alla posizione strategica e al fatto di essere facilmente collegata a Vienna oltre che per la sua vicinanza con mwazwMilano. La costruzione è compiuta in tre anni dall'architetto mwaz0folignate mwaz4Giuseppe Piermarini. I Durini furono determinanti oltre che per i rapporti che tenevano con gli Asburgo e per il prestigio della loro corte che tenevano a Monza di artisti e intellettuali a influenzare la scelta di Maria Teresa d'Austria a portare proprio in questa città la corte asburgica, edificandovi così la villa arciducale, ora chiamata Villa Reale. I Durini dominarono la città e il suo territorio fino alla fine del regime feudale.

Epoca contemporanea

Da Napoleone alla Seconda guerra mondiale

A conclusione della campagna d'Italia di mwaaiNapoleone Bonaparte (1796) il Ducato di Milano viene ceduto alla Repubblica Francese ed entra poi a far parte della mwaamRepubblica Cisalpina (che, nel 1802, diverrà mwaaqRepubblica Italiana).

Invisa ai francesi come simbolo del potere aristocratico, la mwaayVilla di Monza viene venduta per essere demolita, ma le proteste dei cittadini ne ottengono la salvezza anche se l'abbandono provoca il degrado del complesso.

Due terzi degli ori e degli argenti del famoso Tesoro della basilica monzese vengono consegnati alla zecca di Milano, che li trasforma in monete per "rimborsare" le spese di guerra francesi. Bonaparte si impossessa anche dei mwaagtesori della basilica e dei libri della mwaakBiblioteca capitolare che vanno ad arricchire la mwaaoBiblioteca nazionale di Francia. Invece la Corona ferrea viene lasciata provvisoriamente a Monza.

Nel 1805 la mwabeRepubblica Italiana diventa mwabiRegno d'Italia con capitale Milano. Il 26 maggio 1805 la Corona ferrea è a Milano per l'incoronazione di Napoleone, che da solo se la pone in capo, proferendo la famosa frase "Dio me l'ha data, guai a chi la tocca". Napoleone istituisce anche l'mwabmOrdine della Corona del Ferro.

Monza riceve il titolo di città imperiale. Viceré d'Italia è nominato mwabuEugenio di Beauharnais che nell'agosto del 1805 si stabilisce nella Villa di Monza. L'edificio, restaurato, torna a vivere un nuovo brillante periodo e, in questa occasione, assume la denominazione di mwabyVilla Reale. Per dare alla città maggiore mwabcgrandeur, nel 1811 il governo le annesse mwabgLissone, mwabkMoncucco con Brugherio, mwaboMuggiò, mwabsVedano, mwabwVilla San Fiorano e mwab0Sant’Alessandro.

Alla caduta del mwab8primo Impero (1815) l'Austria ottiene di annettersi i territori italiani del mwacaRegno Lombardo-Veneto, ma li governa oppressivamente con propri funzionari: Monza è inclusa nella provincia di Milano.

Per decreto dell'imperatore d'Austria mwaciFrancesco I nell'anno 1816 Monza diviene ufficialmente una città. Nel 1818 l'arciduca mwacmRanieri, viceré del Regno Lombardo-Veneto, torna ad utilizzare la Villa di Monza.

Il successivo imperatore d'Austria mwacuFerdinando I si fa incoronare re del mwacyLombardo Veneto a Milano con la Corona ferrea (6 settembre 1838) e, con l'occasione, estende vari benefici alla città.

L'artigianato della lavorazione della mwacglana va decadendo mentre diventano sempre più importanti quella del mwackfeltro e la collegata industria del mwacocappello.

Durante le mwacwcinque giornate di Milano (22-23 marzo 1848) anche Monza insorge cacciando la guarnigione austriaca del reggimento Geppert. I patrioti monzesi, unitisi ai mwac0Lecchesi, combattono poi a Milano a mwac4porta Tosa (oggi mwac8porta Vittoria). Scacciati gli Austriaci, a Monza si forma una "Guardia cittadina" alla quale le donne monzesi regalano il vessillo.

Dopo la mwadgprima guerra di indipendenza, al ritorno degli austriaci nel 1849, il generale mwadkRadetzky e poi l'arciduca mwadoMassimiliano (fratello dell'imperatore mwadsFrancesco Giuseppe e poi mwadwimperatore del Messico) si insediano nella Villa Reale. La cosa che importava di più era, come al solito, il tesoro della basilica che, prelevato dal Generale Radetzky, era stato portato a mwad0Mantova nel 1849 ma restituito nello stesso anno.

Nel 1859, alla fine della mwad8seconda guerra di indipendenza, tutta la Lombardia è liberata dagli austriaci ed entra a far parte del mwaeaRegno di Sardegna. Ma il tesoro e la Corona ferrea, dopo una sosta a mwaeeVerona, dagli austriaci erano stati trasferiti a mwaeiVienna; il tutto ritornerà solennemente a Monza solo alla conclusione della mwaemterza guerra di indipendenza, il 6 dicembre 1866. E a Monza la Corona ferrea rimane definitivamente, con due sole eccezioni: nel 1878, quando, a mwaeqRoma, è posta sul feretro di mwaeuVittorio Emanuele II e durante le due guerre mondiali quando è messa al sicuro in mwaeyVaticano.

Nel 1861, all'indomani della proclamazione del mwae0Regno d'Italia, la città conta circa 25.000 abitanti.

Nel 1868 mwae8re Vittorio Emanuele II istituisce l'mwafaOrdine della Corona d'Italia nella cui insegna compare la mwafeCorona ferrea.

Già da secoli le acque del mwafmLambro fornivano forza motrice all'attività dei numerosi mwafqmulini monzesi, di cui un esempio è il mwafuMulino Colombo, e questa opportunità aveva favorito lo sviluppo di un artigianato cittadino. Dalla metà del XIX secolo si assistette alla trasformazione delle tradizionali attività artigianali, tessitura della mwafyseta, produzione di mwafccappelli, tessitura del cotone, e, in Brianza, lavorazione del legno e produzione di mwafgmobili, in una moderna industria manifatturiera.cite-ref-23[22]

In particolare negli ultimi due decenni del secolo la fisionomia di Monza come città industriale si accentuò notevolmente. Avevano raggiunto una significativa importanza il settore tessile (cotonificio Fossati), quello legato alla mwaf8meccanica (Officine meccaniche mwagaAlfredo Zopfi & C.) e all'elettricità (batterie Hensemberger), e soprattutto l'industria del mwagicappello (cappellifici mwagmCambiaghi, Valera e Ricci, Carozzi, Meroni, Paleari e Ferrario).

La produzione di cappelli si era imposta a Monza fin dal XVII secolo, quando era stato strappato a mwaguMilano il primato produttivo in virtù dei minori costi e dell'esenzione dai dazi cittadini, e negli ultimi decenni dell'Ottocento si era riconvertita in una fiorente mwagyindustria manifatturiera di proporzioni europeecite-ref-24[23]. L'importanza del settore per Monza fu tale che la città, nota allora come "Città del cappello", tra fine ottocento e inizio novecento divenne il principale centro di produzione di cappelli al mondocite-ref-25[24], sede della Federazione italiana dei cappellai e, dal 1921 al 1926, anche della Federazione internazionale dei cappellai, il sindacato internazionale dei lavoratori di categoria. L'industria entrò in crisi durante il ventennio fascista e non riuscì più a ricostituirsi nel dopoguerra, se non in piccole realtà.

Il 22 agosto 1891 fu inaugurato il primo mwahaospedale monzese dedicato a mwahesan Gerardo, compatrono della città insieme a mwahisan Giovanni Battista, grazie anche alla cospicua donazione da parte del re mwahmUmberto I.

Al 31 dicembre 1895 Monza contava circa 37.500 abitanti stabili, con "31 strade interne" della lunghezza di circa 42 chilometri. Intorno a queste strade vi era la campagna che produceva mwahufrumento, mwahymais, mwahcforaggi, mwahgpatate, mwahkavena, mwahosegale ed mwahsortaggi in genere. Altra fonte di ricchezza era l'allevamento dei bachi da mwahwseta (i mwah0bigatt) i cui bozzoli venivano lavorati dalle filande della mwah4Brianza. Il 17 agosto 1899 venne fondato il settimanale cattolico "il Cittadino" (direttore l'avv. Filippo Meda), tuttora in attività.

Il 29 luglio 1900 viene mwaicassassinato a Monza, per mano dell'anarchico mwaigGaetano Bresci il re d'Italia mwaikUmberto I. Nel 1910 venne ultimata la mwaioCappella Espiatoria, costruita per commemorare il decennale dell'uccisione di Umberto I.

All'inizio del secolo Monza conta 41.200 abitanti; nel 1911 è annoverata tra gli otto centri più industrializzati d'Italia. Le attività principali rimangono quelle legate alla lavorazione del cotone, alla meccanica e alle industrie dei mwaiwcappellifici.

La mwai4prima guerra mondiale (1915-1918) ha coinvolto anche Monza come le altre mwai8città d'Italia; alla fine della guerra la città ha voluto ricordare i suoi seicento caduti con il grandioso mwajamonumento (1932) dello scultore mwajeE.Pancera, posto in piazza Trento e Trieste (l'antica piazza del mercato).

Nel periodo tra le due guerre mondiali l'assetto industriale della città non subì modifiche sostanziali, pur registrando notevoli incrementi nei volumi di produzione. Lo sviluppo edilizio conseguente fu notevole e talvolta disordinato; nel 1925 si cercò di mettere ordine in materia urbanistica con un apposito piano regolatore.

Furono abbattute le antiche costruzioni che sembravano di ostacolo, fu modificata l'antica piazza del mercato nell'attuale piazza Trento e Trieste in fronte alla quale fu costruito il nuovo mwajqPalazzo del Comune su disegno dell'architetto Brusconi.

All'interno del parco vengono costruiti l'mwajwautodromo (1922) e un mwaj0campo da golf (1925).

La mwaj8seconda guerra mondiale comportò per la città di Monza bombardamenti, distruzioni e vittime civili e, dopo il 1943, l'occupazione nazista.

Nel corso della guerra Monza non fu direttamente coinvolta in scontri ma fu oggetto di ripetuti bombardamenti e mitragliamenti da parte dell'aviazione anglo-americana durante tutti e cinque gli anni di conflitto: il primo bombardamento, dei razzi illuminanti a scopo intimidatorio, risale al 17 giugno 1940, appena sette giorni dopo l'ingresso dell'Italia in guerra, e l'ultimo nella notte dell'11 aprile 1945.

Due sirene avvertivano la popolazione: una in centro città gestita dai vigili del fuoco e una, collegata alla prima, su un edificio della Philips in via Borgazzi, coadiuvate nel corso dei frequenti bombardamenti del 1945 dalla campana maggiore del mwakiDuomo di Monza. Le difese antiaeree cittadine, insufficienti, furono due batterie contraeree per tutta l'area di Monza e mwakmLissone, spostate nel 1943, due mitragliere sulla Casa della mwakqGIL, e, dopo l'occupazione nazista, delle postazioni per cannoni poste fra mwakuSan Fruttuoso e il Rondò. Le principali vie di comunicazione furono dotate di trincee paraschegge e durante il giorno addetti del comune ogni due o tre chilometri segnalavano con bandierine bianche l'avvicinarsi di velivoli nemici.cite-ref-26[25]

Subito dopo le mwaksleggi razziali e ancor di più durante gli anni della guerra su pressione del podestà Ulisse Cattaneo, in Monza si verificarono mwakwpersecuzioni nei confronti delle due famiglie ebree monzesi, i Colombo e i Levi, che avranno entrambe tra i loro componenti vittime nel mwak0campo di concentramento di Auschwitzcite-ref-27[26], e di altri ebrei residenti o transitanti per Monza, i fratelli Nüremberg, il milanese sfollato Enzo Namias, morto anch'egli ad Auschwitz, e sette ebrei ricoverati presso la casa di cura Villa Biffi, tra cui Clara Finzi, deportata dopo il parto, e Dorotea Pisetzky, malata psichica deportata al mwalicampo di concentramento di Bolzano presso mwalmGries e uccisa dalle sevizie delle guardie, oggi sepolta nel campo ebraico del mwalqCimitero Monumentale di Milano.cite-ref-28[27]

Già durante i primi anni di guerra erano attivi in Monza dei gruppi antifascisti che si riunivano clandestinamente nello studio dell'avvocato Fortunato Scali. Nel corso del 1943, un gruppo di antifascisti monzesicite-ref-29[28], guidati da mwammGianni Citterio, militante del mwamqPCI e figura centrale della Resistenza cittadina, fondarono il "Fronte di azione antifascista", organizzazione politica clandestina che stampava anche il giornale "Pace e Libertà" nella casa di mwamuAntonio Gambacorti Passerini presso mwamyOlgiate Calco, fino alla caduta del fascismo nel settembre 1943. Il gruppo fu attivo nella propaganda antifascista, mediante la diffusione di volantini e di manifesti, e sarà la base da cui si costituirà il mwamcCLN monzesecite-ref-30[29].

Nella resistenza cittadina è da ricordare anche la figura del monzese mwam0Giovanni Battista Stucchi, alpino tornato dalla mwam4spedizione italiana in Russia che si unì alla lotta partigiana dopo la caduta del Fascismo nel 1943, ricoprendo ruoli di primo piano come membro socialista del Comando militare del mwam8CLNAI e Comandante militare unico della mwanaRepubblica partigiana dell'Ossolacite-ref-31[30].

L'8 settembre 1943, in occasione dell'mwanyarmistizio, Gianni Citterio, con i membri del "Fronte d'azione antifascista" e i rappresentanti dei partiti democratici, si rivolse alla cittadinanza dal balcone del mwancMunicipio, incitando i monzesi alla resistenza e alla lotta armata contro il fascismo e contro l'invasore tedesco.

Pochi giorni dopo, il 12 settembre 1943, ebbe inizio l'occupazione nazista di Monza, le truppe della mwankWehrmacht entrarono in città e insediarono il comando presso il macello comunale (tra via Mentana e via Buonarroti). Seguì una capillare occupazione della città con la complicità dei comandi fascisti locali, l'insediamento del comando di piazza nella casa del Fascio, di un presidio militare presso San Fruttuoso e del comando operativo delle mwanoSS per tutta l'Italia settentrionale ovest nelle ville attorno alla mwansVilla Reale.

Nel corso dell'occupazione, dall'aprile 1944, si distinse per brutalità e torture l'Ufficio politico investigativo, istituito dai mwan0fascisti repubblichini in dipendenza della mwan4Guardia Nazionale Repubblicana con compiti di investigazione e repressione dei reati politici, di cui uno dei tre distaccamenti aveva sede in Monza. La repressione antipartigiana, in collaborazione coi tedeschi, fu portata avanti con interrogatori violenti e torture sistematiche nella Villa Reale e nelle adiacenti ville di via Tommaso Grossi, nel macello comunale, dirimpetto al carcere di via Mentana allora in uso, e nella Casa della mwan8GIL, oggi Urban Centercite-ref-32[31]cite-ref-33[32]. Nel quadro della repressione fascista furono attive anche le mwaogBrigate Nere cittadine, con soprusi e requisizioni alla popolazione, e la "Banda Pennacchio", una mwaokbanda di repressione aggregata al comando delle SS monzese.

La mattina del 25 aprile 1945, con la città ancora sotto occupazione nazista e con un'ingente presenza fascista, mentre le brigate partigiane calavano da tutta la Brianza, i membri del mwaosCLN monzese cercarono un incontro con il comando tedesco per evitare scontri sanguinosi e rappresaglie sulla popolazione. Tale colloquio segnò anche l'ultima presenza documentata del sergente delle SS Siegfried Werning, criminale di guerra che farà perdere le proprie tracce. L'incontro, senza che si raggiungesse un accordo di resa, comportò una "tregua d'armi" dettata dallo stallo a partire dalle ore zero del 25 aprile stesso, per cui i tedeschi non interferirono con gli eventi dell'Insurrezione, riuscendo così a limitare gli scontri armati avvenuti in città tra il 25 e il 26 aprile 1945, che registrarono però alcune vittime civili.cite-ref-34[33] Il 26 aprile si insediò il CLN in mwapaMunicipio e venne nominato primo sindaco della Liberazione il socialista Enrico Farè, membro del CLN e già ultimo sindaco della città prima del Fascismo, che il 30 aprile nominò la giunta municipale.

Il 29 aprile 1945 fecero il loro ingresso in città i militari americani della mwapi1ª divisione corazzata, prendendo contatto, grazie alla mediazione dell'mwapmarciprete di Monza monsignor Giovanni Rigamonti, con le SS ancora asserragliate nel loro quartier generale e imponendogli la resa. Il 30 aprile 1945 i tedeschi lasciarono quindi la città.cite-ref-35[34]

Al termine della guerra Monza contò ottantatré caduti per mano nazifascista tra partigiani e deportati, tra cui mwapkGianni Citterio, decorato con la mwapoMedaglia d'oro al valor militare alla memoria, Ferdinando Tacoli, mwapwMedaglia d'argento al valor militare alla memoria, a cui è stata dedicata la scuola elementare situata nel quartiere mwap0Triante, e mwap4Elisa Sala.

Dal secondo dopoguerra al nuovo millennio

Nella seconda metà del secolo la città conosce un notevole incremento di popolazione e un conseguente sviluppo edilizio. Con lo sviluppo delle varie attività si manifestano i problemi legati al traffico e ai collegamenti con i centri vicini, soprattutto con Milano.

All'inizio del secolo Monza conta circa 120.000 abitanti.

L'mwaqmUniversità degli Studi di Milano-Bicocca pone in Monza il suo campus per le Facoltà di medicina e chirurgia e di Scienze dell'organizzazione.

Nella primavera del 2009 viene completata la controversa risistemazione della piazza Trento e Trieste (l'antico 'mwaquPratum magnum' medievale): con l'occasione viene riportato alla luce parte del decorso della roggia anticamente usata dagli artigiani tessitori.

Simboli

I mwaq0simboli di Monza sono lo stemma, il gonfalone e la bandiera.

La bandiera di Monza è troncata di rosso e di bianco ed al centro di essa campeggia lo stemma di Monza.

Lo stemma di Monza è costituito da uno mwar0scudo sannitico di colore mwar4azzurro al cui interno sono rappresentate la mwar8Corona ferrea e la mwasaCroce di Berengario. Lo scudo, contornato da una fascia d'argento con la scritta latina mwaseEst Sedes Italiæ Regni Modœtia Magni (Monza è la capitale del grandioso mwasiRegno d'Italia), è decorato da rami d'ulivo e di quercia legati da un nastro azzurro ed è timbrato da una mwasmcorona da mwasqcittà.

La descrizione del mwasygonfalone è la seguente:

«

Drappo troncato di rosso e di bianco


Altri simboli sono il mwasksole e la mwasoluna, che comparivano nell'antico stemma cittadino, la mwassCorona ferrea, un'antica mwaswcorona custodita nella mwas0Basilica di San Giovanni Battista che per secoli fu usata per la consacrazione di numerosi sovrani tra i quali i mwas4Re d'Italia, e la mwas8Croce di Berengario (anche detta "Croce del Regno"), un affascinante e storico gioiello di oreficeria carolingia.

Onorificenze

Grande medaglia di bronzo di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)

«Al Comune di Monza»


Regio Decreto 5 giugno 1910

Titolo di Città

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose


Il Duomo di Monza si affaccia sull'omonima piazza del centro storico; la tradizione vuole che sia stata la Regina Teodolinda a ordinarne la prima costruzione. Il campanile, eretto nel XVII secolo, è stato restaurato tra il 1999 e il 2006. Il Duomo ospita lo storico mwaumMuseo.

Chiese

• mwausChiesa di San Gerardo: vi si trovano le spoglie di mwauwsan Gerardo dei Tintori, co-patrono della città. Nonostante la mole monumentale, è poco visibile a causa dei palazzi a ridosso. Si trova in via San Gerardo, nelle vicinanze di via Lecco.
• mwau4Chiesa di San Gerardino: in via Gerardo dei Tintori testimonia il luogo in cui il santo monzese nel XII secolo fondò il suo ospedale.
• mwavaChiesa di Sancto Gerhardo: è la chiesa dell'mwaveOspedale vecchio affiancata dalla Cappella di San Carlo.
• mwavmChiesa di Santa Maria al Carrobiolo: venne edificata tra il 1232 e il 1259 su un precedente cimitero pagano, a ridosso del convento degli Umiliati. Il mwavqcampanile, in stile mwavuromanico, risale al 1339.
• mwavcChiesa di Santa Maria delle Grazie: si trova in via Montecassino, nelle vicinanze del Lambro e del Parco. Appartenente all'ordine dei Frati minori francescani, fu costruita nel 1463.
• mwavkChiesa di San Maurizio: situata in piazza Santa Margherita, è stata eretta, in origine con altro titolo, nel 1469 e faceva parte del complesso conventuale delle Umiliate, dove visse la mwavoMonaca di Monza.
• mwavwChiesa di Santa Maria in Strada: si trova in via Italia. La facciata è stata interamente rifatta nel XVIII secolo; originariamente la chiesa faceva parte di un convento dei "frati della penitenza". Al suo interno è presente anche un piccolo mwav0chiostro.
• mwav8Chiesa di San Pietro Martire: si affaccia sulla omonima piazza. Sorta nel XIV secolo, divenne parte di un complesso conventuale e successivamente sede del tribunale dell'mwawaInquisizione.
• mwawiChiesa di Santa Maria degli Angeli: situata in via Zucchi.
• mwawqChiesa di Santa Maria Maddalena e Santa Teresa: detta anche "delle Sacramentine", è situata all'angolo tra via Italia e via Santa Maddalena. È stata riedificata nel 1620.
• mwawyChiesa di San Biagio: costruita fra il 1963 e il 1968 su progetto dell'architetto mwawcLuigi Caccia Dominioni con forme moderne che ricordano una tenda del deserto per affiancare e poi sostituire la precedente parrocchiale, di fine mwawg'700, crollata per debolezze strutturali nel febbraio 1977.
• Chiesa di San Carlo, in via Volturno 38.
• mwawwChiesa di Santa Gemma: è l'ultimo edificio religioso cittadino costruito nel XX secolo, su disegno dell'architetto Pietro Ripa.
• mwaw4Chiesa di San Giuseppe: costruita nel 1976 su progetto dell'architetto svizzero mwaw8Justus Dahinden.
• Chiesa di San Pio X, in via della Birona 42.
• mwaxmChiesa di San Rocco, in via San Rocco 3.
• mwaxuChiesa del Sacro Cuore: si trova in viale Vittorio Veneto.
• mwaxcChiesa di San Gregorio; (XVII-XVIII secolo), in uso alla Chiesa ortodossa rumena.
• mwaxkChiesa di Santa Marta: l'edificio non è più adibito al culto ed è situato in piazza San Paolo.o.
• Chiesa di San Fruttuoso, via San Fruttuoso. Diventata parrocchia il 15 giugno 1578 da San mwaxsCarlo Borromeo, Cardinale Arcivescovo di Milano.
• Chiesa della Sacra Famiglia, in piazza Santa Caterina da Siena a servizio del quartiere Cederna, edificata nel 1940.
• Chiesa di San Francesco, facente parte del complesso delle suore francescane nel quartiere Cederna.
• mwax8Santuario del Carmelo, in viale Cesare Battisti.

Cappelle

• mwaymCappella della Villa Reale: (XVIII secolo) dedicata alla mwayqMadonna Immacolata, si trova nella Corte d'Onore della Villa Reale monzese.
• Cappella di villa Mirabello, Durini, nel Parco.
• mwaygCappella espiatoria, voluta da mwaykVittorio Emanuele III sul luogo in cui venne ucciso suo padre, mwayoUmberto I, per mano di un anarchico, mwaysGaetano Bresci, il 29 luglio 1900. Il viale di accesso si trova in viale Cesare Battisti.

Architetture civili


La Villa Reale è uno dei monumenti più importanti della città. La villa fu costruita durante il periodo della dominazione austriaca sul mwazyDucato di Milano, come simbolo del prestigio e della magnificenza della corte degli mwazcAsburgo, voluta dall'imperatrice mwazgMaria Teresa d'Austria e dedicata al suo quarto figlio maschio, l'arciduca mwazkFerdinando d'Austria, che in quel tempo risiedeva a mwazoMilano in qualità di Governatore della Lombardia e desiderava una villa fuori città per trascorrervi la stagione estiva e per andare a caccia. I lavori ebbero inizio nel 1777 sotto la guida di mwazsGiuseppe Piermarini. È composta da un corpo centrale e due ali che si dipartono ad angolo retto. Dai giardini della Villa Reale è possibile accedere a piedi al mwazwParco di Monza raggiungendo il viale Cavriga o la cascina del Sole


L'mwa0yArengario si trova nel centro storico, in piazza Roma, punto da cui partono le vie principali dell'area pedonale. È l'antico Palazzo Comunale di Monza, costruito nel XIII secolo. Inizialmente era privo della torre e della "mwa0cParlera", il balcone da cui si affacciavano i governanti per parlare alla popolazione.

Ville e palazzi storici

La città di Monza ha un patrimonio architettonico di valore che è ancora in fase di censimento e analisicite-ref-37[36]. Fra i palazzi più noti ci sono:

• mwa2yVilla Brugola
• mwa2oVilla Cattani
• mwa24Villa Durini, mwa28la Grassa
• mwa3eVilla Keller
• mwa3mVilla Mirabello Durini
• mwa3uVilla Mirabellino Durini
• mwa3kVilla Pennati
• mwa3sVilla Prata
• mwa38Villa Reale

Altre architetture

• mwa4cAntico Seminario, attualmente chiamato "Palazzo degli studi", ospita il mwa4gLiceo ginnasio statale Bartolomeo Zucchi, la sede centrale della Biblioteca Civica e la Galleria Civica
• mwa4oCappellificio Monzese, attualmente sede centrale delle Poste italiane
• Palazzo della Provincia
• mwa5wUrban Center
• Edificio di Giò Ponti

Ponti

• mwa6qPonte dei Leoni, fu edificato sul fiume mwa6uLambro nel 1842 vicino ai resti del mwa6yPonte d'Arena risalente al I secolo (un'arcata del quale è tuttora visibile presso un'estremità dell'attuale ponte) in occasione dell'apertura della via Ferdinandea, oggi via Vittorio Emanuele. Il ponte è costituito da tre arcate ribassate con spallette in granito. Ai lati i quattro leoni di marmo, su basamento, sono opera dello scultore mwa6cAntonio Tantardini.
• mwa6kPonte di San Gerardino, attraversa il fiume Lambro in corrispondenza della casa e dell'antico ospedale del santo monzese. Un concio di pietra di una delle arcate reca incisa la data 1715.
• Ponte de la Mariotta, su questo ponte sul "Lambretto" era situata la porta de' Gradi (porta d'Agrate) che fu demolita nel 1908. Il ponte collega via Bergamo con via De Gradi e aveva preso il nome di un'ortolana, Mariotta, che aveva la sua bancarella sotto l'arcata della porta.

Architetture militari

• mwa7oTorre Viscontea: è l'unico resto del mwa7scastello di Monza fatto erigere, con le mura della città, da mwa7wGaleazzo Visconti nel XIV secolo e demolito nel 1807 dai Durini, conti di Monza, che dapprima restaurarono il castello nel XVII secolo quando assunsero dominio della città per volontà della corona spagnola, poi nel XIX secolo lo demolirono per edificare sul sito una villa neoclassica su progetto di Carlo Amati. La torre sorge in riva al fiume mwa70Lambro ed è ben conservata: sono tuttora visibili le feritoie del ponte levatoio, una bifora e uno stemma spagnolo.
• mwa78Mura di Monza

Monumenti e fontane
Aree naturali


Il parco di Monza è uno tra i maggiori parchi storici europei, e il maggiore tra quelli cintati da mura. Ha una superficie di circa 685 ettari ed è situato a nord della città, tra i comuni di mwa-cVillasanta, mwa-gVedano al Lambro e mwa-kBiassono. Con i giardini della mwa-oVilla Reale il parco di Monza costituisce un complesso di inestimabile valore paesaggistico, storico, monumentale e architettonico. Il mwa-sparco di Monza ha inizio con i primi nuclei accorpati dai Durini conti feudatari della città intorno alla loro residenza il Mirabello nel XVII secolo, poi ulteriormente ampliato nella seconda meta del XVIII secolo per volontà del cardinale Angelo Maria Durini con fastosi giardini alla francese dove il cardinale riuniva una corte di intellettuali e letterati tra cui il Parini. Questo importante nucleo fu poi voluto da mwa-wEugenio di Beauharnais, figliastro di mwa-0Napoleone e viceré del mwa-4Regno d'Italia, come complemento alla mwa-8Villa Reale costruita alcuni decenni prima per volontà del governo austriaco. Il progetto venne affidato all'architetto mwa-aLuigi Canonica; i lavori incominciarono nel 1806 e terminarono nel 1808. Dopo la caduta di Napoleone, il mwa-eparco divenne proprietà dello mwa-iStato austriaco e poi del mwa-mRegno d'Italia. Il re mwa-qUmberto I risiedeva spesso nella mwa-uVilla Reale, ma dopo il suo assassinio (29 luglio 1900) i mwa-ySavoia abbandonarono la Villa e il parco, che venne dato in gestione all'mwa-cOpera Nazionale Combattenti. Nel 1920 l'Opera cedette il parco a un consorzio formato dal Comune di Monza e da quello di mwa-gMilano e dalla mwa-kSocietà Umanitaria. Negli anni successivi vaste aree vennero date in concessione per la realizzazione di impianti sportivi: nel 1922 furono costruiti l'mwa-oautodromo nazionale di Monza nella parte settentrionale del mwa-sparco, e l'ippodromo (oggi non più esistente) tra le ville mwa-wMirabello e mwa-0Mirabellino; nel 1928 il campo da mwa-4golf, affiancato all'autodromo. Quest'ultimo divenne ben presto uno dei circuiti più celebri e prestigiosi ed è il principale motivo di notorietà della città di Monza nel mondo. All'interno del mwa-8parco scorre il fiume mwbaaLambro che si insinua con cascatelle e specchi tranquilli, attraversato da mwbaequattro ponti. Sorge su un terreno mwbaialluvionale mwbamtrasportato dal fiume, mwbaqargilloso e mwbausabbioso.

I Giardini Reali circondano la mwbaoVilla Reale e sono di notevole interesse naturalistico e botanico. Al loro interno è presente un laghetto, nel quale trovano ricovero specie volatili quali germani reali e cigni. Nei pressi del laghetto sorge una mwbastorretta abbellita da un belvedere alla sommità; per le sue forme e la scelta di realizzarla in mattoni a vista, nell'immaginario dei monzesi è ricordata come un'antica torre medievale (anche se in realtà venne realizzata dal mwbawCanonica insieme al mwba0parco solo nel 1825). Al contrario è una torre medievale del XII secolo la torre inglobata nel mwba4mulino del Cantone, che faceva parte dell'antica linea difensiva a nord della città, di cui è l'unico reperto sopravvissuto. Fra la Villa Reale e il Serrone si trova il roseto 'Niso Fumagalli', di rilevanza internazionalecite-ref-38[37].

Area verde della Cascinazza
Si trova a sud del centro storico ed è ciclicamente al centro della diatriba politica e giudiziaria, a causa della contrapposizione fra interesse pubblico (che vuole mantenere l'area verde) e interessi privati (che vogliono cementificare l'area per trarne profitto).

Luoghi caratteristici

San Gerardino

È uno storico rione caratteristico del centro storico come quello, più a sud del mwbbkLambro, detto "i Mulini". Presenta una suggestiva veduta prospettica delle case che si ergono sul fiume che, una cinquantina di anni fa, qui si divideva in vari rami che servivano ad azionare i mwbbomulini ad acqua (di questi mulini è rimasto un frantoio). In un cortile con loggiato di via Gerardo dei Tintori è la suggestiva chiesetta detta di mwbbsSan Gerardino (che in realtà è la più antica delle tre chiese cittadine intitolate al santo compatrono di Monza) con affreschi interni, risalenti al Cinquecento e attribuibili in parte alla scuola luinesca. La chiesetta in realtà è parte dell'antico ospedale di San Gerardino, complesso articolato in diversi corpi di fabbrica, fondato dal santo nel 1174, rimaneggiato in varie epoche, e in uso fino al XVIII secolo.

In questo rione si svolge annualmente, il 6 giugno, la tradizionale sagra di mwbb0san Gerardo, compatrono della città, con la posa di una statua del santo nel letto del fiume.

Mulino Colombo

Nei pressi del ponte settecentesco detto di San Gerardino sorge il mwbcumulino Colombo. Il mulino, già attivo all'inizio del XVIII secolo, era impiegato in origine per macinare il mwbcygrano, poi per la follatura della mwbcclana e infine venne utilizzato come frantoio. All'interno, si conservano la macina, il torchio e altri antichi attrezzi. È utilizzato in brevi periodi dell'anno per mostre a cura del Museo etnologico di Monza e Brianza.

Via Lambro

La via Lambro è ritenuta la più antica di Monza. Situata nel nucleo primitivo della città mwbc8medioevale, parte da piazza Duomo e si estende sul fianco sinistro della basilica, scendendo verso il mwbdaLambro con tracciato regolare e passando verso la sua fine sotto una "casa mwbdetorre" medioevale ("Punt Scür" in dialetto). Questa torre, detta "di mwbdiTeodolinda", è in realtà duecentesca ed è stata restaurata completamente nell'Ottocento. Ha monofore, trifore e merli guelfi che poggiano sopra una cornice di archetti. All'inizio della strada si notano alcune case "a sporto" del Trecento e del Quattrocento con balconcini di ferro.

Edifici scomparsi

• Il mwbdypalazzo di Teodolinda, VI secolo
• Il Pratum magnum, oggi mwbdspiazza Trento e Trieste
• Il mwbd8Castello visconteo
• La Chiesa di Sant'Agata, longobarda
• La chiesa di San Francesco
• La mwbeuchiesa di San Michele, longobarda
• La Chiesa di San Salvatore, longobarda (769)
• La Chiesa di San Maurizio, XII secolo
• Monastero di Santa Margherita, (XIII-XVIII secolo)
• Il Teatro ducale, del Piermarini, andato distrutto in un incendio nel 1802
• Il palazzo Durini de Leyva, residenza dei conti feudatari, si trovava ubicato nell'antica piazza del Mercato, l'attuale piazza Trento e Trieste, dove ora sorge l'attuale Palazzo Comunale
• La Porta de Gradi, antica porta medievale situata a cavallo del Lambro da cui entravano i signori feudatari arrivando da Milano. Questo edificio fu restaurato da Gian Giacomo II Durini nel 1704 e, per ricordare questo evento, il conte di Monza vi fece apporre una grande effigie marmorea rappresentate san Giacomo protettore della famiglia Durini feudataria della città, opera dello scultore Giuseppe Rusnati. La porta fu demolita all'inizio del XX secolo e il gruppo Marmoreo del Rusnati è oggi collocato in prossimità del luogo dove era la porta, tra le vie mwbe4Bergamo e mwbe8Pesa del lino, vicino al mwbfapont de la Mariota dove appunto sorgeva la Porta de Gradi.

Società

Evoluzione demografica

• 1751, mwbfu6 300 abitanti
• 1771, mwbfc11 219 abitanti
• 1805, mwbfk10 621 abitanti
• 1809, mwbfs12 715 abitanti
• 1853, mwbf019 362 abitanti

Abitanti censiticite-ref-39[38]

Etnie e minoranze straniere

Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano mwbgu14 938, ovvero il 12,14% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:cite-ref-40[39]

• mwbgwRomania mwbg01 783
• mwbg8Egitto mwbha1 455
• mwbhiPerù mwbhm1 261
• mwbhuUcraina mwbhy1 117
• mwbhgSri Lanka mwbhk1 003
• mwbhsBangladesh 970
• mwbh0Albania 843
• mwbh8Ecuador 663
• mwbieCina 552
• mwbimFilippine 505

Istituzioni, enti e associazioni

Ospedale San Gerardo

L'mwbiwospedale San Gerardo di Monza nasce nel 1174 per iniziativa di mwbi0san Gerardo dei Tintori ed è attivo fino ai giorni nostri dopo otto secoli di tradizione di cura e assistenzacite-ref-41[40]. Oggi, considerato di rilievo nazionale e ad alta specializzazione, conta 3 500 dipendenti (fra medici, infermieri, personale tecnico e amministrativo). È inoltre la sede della facoltà di mwbjimedicina e mwbjmchirurgia dell'mwbjqUniversità degli Studi di Milano-Bicoccacite-ref-42[41]cite-ref-43[42].

Ex Ospedale Umberto I (poi San Gerardo)

Dal 2010 è utilizzato come ospedale in minima parte. Si trova in via Solferino 16. Il complesso è stato costruito tra il 1893 e il 1896 ed è costituito da padiglioni da uno a tre piani fuori terra divisi da zone a verde, data l'epoca anticlericale e monarchica è stato "ribattezzato" mwbj8Ospedale Umberto I. La nuova destinazione urbanistica prevede l'utilizzo parziale dei padiglioni per la delocalizzazione di corsi universitari dell'università Milano Bicocca. Restano attive la Casa di riposo, la Chiesa mentre la cappella San Carlo deve essere liberata dalla cabina elettrica. La struttura storica di via Solferino è ancora utilizzata in parte anche da uffici comunali e dal Dipartimento Dipendenze dell'ASST.

Policlinico di Monza

In via Amati, con sede anche in altri Comuni della Provincia, è un ospedale con annesso pronto soccorso.

Istituti Clinici Zucchi

In via Zucchi, e con sede anche a Carate Brianza, è un ospedale con annesso pronto soccorso.

Cultura

Istruzione

Biblioteche

La sette biblioteche del Sistema Urbano di Monza fanno parte del Sistema Bibliotecario BrianzaBiblioteche e sono:

• mwbksBiblioteca Civica, via Padre Reginaldo Giuliani, 1/a
• mwbk0Biblioteca dei ragazzi, piazza Trento e Trieste 6
• mwbk8Biblioteca San Gerardo, via Lecco 12
• mwbleBiblioteca Cederna, via Zuccoli 16
• mwblmBiblioteca Triante, via Monte Amiata 60
• mwbluBiblioteca S. Rocco, via Zara 9
• mwblcCasa Circondariale, Via Sanquirico, 6

Università

A Monza si trovano due distaccamenti della facoltà dell'mwbl8Università di Milano-Bicocca: la facoltà di Medicina e Chirurgia e la facoltà di Sociologia.

Musei

• mwbmmMuseo del Duomo: si trova in una serie di ambienti sotterranei all'interno del mwbmqDuomo. La raccolta comprende gran parte dei tesori risalenti all'epoca della regina Teodolinda, tra cui la mwbmuChioccia con i pulcini, la mwbmyCroce di Agilulfo e la famosa Corona ferrea.
• mwbmgMusei Civici di Monza: le raccolte dei Musei civici di Monza sono attualmente collocate nel nuovo Museo "Casa degli Umiliati". Nelle raccolte sono confluite le opere della Pinacoteca Civica e del Museo dell'Arengario.
• Museo del nuoto e della pallanuotocite-ref-44[43]

Media

Stampa

La città di Monza è servita dalle seguenti testate giornalistiche:

• Giornale di Monza (versione cartacea),mwbncPrima Monza;, su primamonza.it. (versione digitale)
• mwbnkMonza Today, su monzatoday.it.

Teatro

La città di Monza conta varie sale teatrali e associazioni culturali:

• mwboqTeatrino di Corte, nel complesso della mwbouVilla Reale
• Sala San Carlo
• AreaOdeon - associazione culturale

Musica

Nella città ha sede lo storico mwbpiCoro Anthem, fondato nel 1980.cite-ref-45[44]

Eventi

Concorso internazionale della rosa

Dal 1965 fino al 2015 si sono svolti ogni anno a fine maggio, nel roseto 'Niso Fumagalli' della mwbp4Villa Reale, i concorsi internazionali per rose nuove. Il roseto ha ottenuto nell'estate del 2003 il premio "Giardino di Eccellenza" ("Award of Garden Excellence") dalla "World Federation of Rose Societies". Il premio fu consegnato ufficialmente il 21 maggio 2004 in occasione della 40ª edizione del concorso internazionalecite-ref-46[45].

Festa del Santo Chiodo

Si svolge la terza domenica di settembre, con rievocazione storica e processione della mwbquCorona ferrea.

Gran Premio d'Italia di Formula 1

Il mwbqgGran Premio d'Italia di Formula 1 si disputa annualmente la seconda domenica di settembre nell'mwbqkAutodromo nazionale di Monza.

La settimana che precede il Gran Premio è sempre costellata di eventi che interessano tutta la città (mwbqsMonza Più). Alcuni di questi, che si ripetono ogni anno, sono il concorso fotografico dedicata alla memoria di mwbqwPepi Cereda e la partita di calcio benefica della Nazionale Piloti.

Economia

L'agricoltura, basata su coltivazioni di cereali, ortaggi e foraggi, ha decisamente perso terreno rispetto all'industria, che fa registrare un notevole sviluppo dei comparti meccanico e tessile, seguiti da quelli chimico, edile e lattiero-caseario. Il terziario si compone di una buona rete commerciale e dell'insieme dei servizi, che comprendono quello bancario, assicurazioni e attività radiotelevisive nonché di consulenza informatica.

Artigianato

Nel settore dell'mwbreartigianato è ancora diffusa e rinomata l'antica lavorazione e realizzazione di mwbrimobili in seriecite-ref-aci-47-0[46].

Infrastrutture e trasporti

Nel 1951, mwbrkGualtiero Galmanini realizza come urbanista il mwbroPiano regolatore generale di Monza, dando forma alla città attuale.

Strade

Monza costituisce il punto intermedio tra mwbr4Milano e il resto del territorio della mwbr8Provincia di Monza e della Brianza.

Monza è collegata attraverso:

• mwbsmAutostrada A4 Milano - Venezia

La barriera autostradale di Milano Est dell'Autostrada A4 è situata a Monza. Il tratto compreso tra le barriere autostradali di Milano mwbskGhisolfa e Milano Est viene denominato mwbsotratto urbano A4.

Ferrovie

La città è stata capolinea della seconda ferrovia costruita in Italia, la mwbtiMilano-Monza, inaugurata nel 1840.

Sono presenti tre stazioni: mwbtqMonza, mwbtuMonza Sobborghi e la mwbtyStazione Reale, quest'ultima non più in uso.

• La mwbtkstazione di Monza è un importante nodo ferroviario, composto da 7 binari e di uno scalo merci. La stazione è servita dal mwbtoservizio suburbano di Milano mwbtscon le linee S7, S8, S9 e S11, treni regionali e regionali veloci. Nelle ore di maggior traffico, i treni che collegano Monza con Milano hanno una frequenza di circa 10 minuti e raggiungono tutte le stazioni di Milano.

• La mwbumstazione di Monza Sobborghi è posta sulla linea Monza - Molteno.
• In passato era inoltre in uso la mwbuuStazione Reale, situata in viale Cesare Battisti. Prospiciente la mwbuyVilla Reale è stata costruita in stile eclettico nel 1884 per essere utilizzata dalla famiglia reale, fino alla morte di mwbucUmberto I nel 1900, inoccasione dei soggiorni presso la mwbugVilla.

Linee tranviarie dismesse

Oltre a ciò Monza fu inoltre al centro di una vasta rete di tranvie extraurbanecite-ref-48[47] che comprendeva le seguenti infrastrutture:


Autolinee

Il servizio di autolinee locale è gestito da mwbv4ATM, mwbv8NET e mwbwaAutoguidovie, che collegano alla stazione di Monza, alla mwbwemetropolitana di Milano e ai comuni limitrofi della mwbwiProvincia di Monza e Brianza e della mwbwmCittà Metropolitana di Milano.

Monza è servita inoltre da diverse autolinee extraurbane a lunga percorrenza e navette aeroportuali o di altro tipo.

Aeroporti

Da Monza è possibile raggiungere i principali aeroporti lombardi. Il più vicino è mwbwcMilano Linate, poi l'mwbwgaeroporto di Orio al Serio e infine mwbwkMilano Malpensa.

Amministrazione

Suddivisioni amministrative

Monza è organizzata amministrativamente in cinque circoscrizioni:

• Circoscrizione 1, comprendente i quartieri mwbxaCentro, mwbxeSan Gerardo e mwbxiLibertà;
• Circoscrizione 2, comprendente mwbxqCederna, mwbxuSobborghi, mwbxySant'Albino e mwbxcRegina Pacis;
• Circoscrizione 3, comprendente mwbxkSan Rocco e mwbxoSant'Alessandro;
• Circoscrizione 4, comprendente mwbxwSan Giuseppe, mwbx0San Carlo, mwbx4Triante e mwbx8San Fruttuoso;
• Circoscrizione 5, comprendente mwbyeSan Biagio e mwbyiCazzaniga.

Ministeri

Nel luglio 2011, nel mwbyu150º anniversario dell'Unità d'Italia, all'interno della mwbyyVilla Reale furono decentrate le sedi di rappresentanza di due mwbycministeri e di tre mwbygdipartimenti della mwbykPresidenza del Consiglio dei ministri:


Queste sedi furono quasi subito rese inattive da una sentenza della magistratura. Furono definitivamente soppresse dal mwbzygoverno Monti.

Gemellaggi

• mwbzsIndianapolis
• mwbz4Praga

Sport

• mwbaiAtletica

Storico centro sportivo per la pratica dell'mwbaqatletica è la "Società ginnastica monzese mwbauForti e Liberi", nell'odierno viale Cesare Battisti 30, la cui data di fondazione risale al 1878. La sua storia è legata all'attentato al re mwbayUmberto I (29 luglio 1900). La mwbacForti e Liberi ha formato generazioni di atleti, alcuni dei quali di livello nazionale, mondiale e olimpico, come mwbagErnesto Ambrosini, mwbakFranco Tognini, mwbaoArmando Sardi ed mwbasEttore Perego.

• mwba4Calcio

L'mwbbaAssociazione Calcio Monza, squadra principale della città che milita in mwbbeSerie B (40 partecipazioni nella stessa categoria) e con 3 stagioni disputate in mwbbiSerie A (massima serie), gioca nell'impianto dell'mwbbmU-Power Stadium in via Tognini. Conosciuto come stadio Brianteo e inaugurato nel 1988 ha sostituito lo mwbbqstadio Gino Alfonso Sada, situato in via Guarenti, con terreno in erba sintetica, che oggi ospita le partite della mwbbuFiammamonza (Categoria mwbbyEccellenza), la squadra di calcio femminile della città campione d'Italia mwbbc2005-2006. Ci sono anche altre squadre di calcio affiliate mwbbgFIGC in città: La Dominante (mwbbkPrima Categoria), Ges Monza 1946, Gerardiana, Juvenilia (Prima Categoria), Pro Victoria, Città di Monza, Santalbino, San Fruttuoso e San Rocco.

• mwbceCiclismo

Giro d'Italia

Monza è stata sede di mwbcuarrivo finale del mwbcyGiro d'Italia nell'edizione del mwbcc1949, con il traguardo del mwbcg12 giugno posto nell'mwbckAutodromo nazionale, dove si concluse l'ultima tappa proveniente da mwbcoTorino con la vittoria di mwbcsGiovanni Corrieri e successo finale di mwbcwFausto Coppi.cite-ref-giro-49-0[48]

In totale, la città è stata mwbdisede di tappa della "Corsa Rosa" in tre occasioni (due partenze e un arrivo).cite-ref-giro-49-1[48]

• mwbdkAutomobilismo

L'mwbdsautodromo nazionale di Monza situato al nord della città ospita l'annuale gara di mwbdwFormula 1, mwbd0Formula 2, mwbd4Formula 3 e, come competizioni secondarie, anche alcune gare di mwbd8Superbike. L'autodromo è uno dei più antichi nella storia dell'mwbeaautomobilismo essendo stato aperto nel 1922. L'attuale tempo record è stato stabilito nel mwbee2020 da mwbeiLewis Hamilton su Mercedes W12.

• mwbeoPallavolo

Il mwbewVero Volley (pallavolo maschile) in mwbe0Superlega e l'mwbe4U.S. Pro Victoria Monza (pallavolo femminile) in mwbe8Serie A1, entrambe nella massima divisione, disputano le gare interne nell'mwbfaArena di Monza in viale Stucchi.

• mwbfgHockey su pista

L'mwbfoHockey Roller Club Monza, milita nel maggiore campionato di mwbfsSerie A1 e disputa le gare interne al mwbfwPalaSomaschini di mwbf0Seregno. In precedenza il campo da gioco era il mwbf4PalaRovagnati di mwbf8Biassono.

• mwbgiEquitazione

Nel parco è possibile la pratica dell'equitazione.

• mwbgyGolf

All'interno del parco è presente un campo di mwbgggolf a trentasei buche.

• mwbgsPallacanestro

Il mwbg0basket a Monza è rappresentato dalla mwbg4Forti e Liberi, che gioca nel piccolo palazzetto di viale Cesare Battisti, militante nel campionato della Serie D e dalla Gerardiana Basket, che gioca nel Centro Sportivo Comunale NEI, sempre in serie D.

• mwbhePolo

La pratica di questo sport si effettua all'interno del parco, in prossimità della zona dedicata all'equitazione.

• mwbhuRugby

Il mwbhcRugby Monza, la cui squadra femminile ha vinto il campionato italiano di Serie A nella stagione sportiva 2013/14 gioca nel campo di via Rosmini.

• mwbhoScherma

La città è dotata anche di un centro (Promelit) per la pratica della mwbh0scherma nelle sue varie specialità.

• mwbiaSport acquatici

Fino alla stagione 2014-2015 ha giocato a Monza, nel campionato di mwbiiserie A1 di pallanuoto maschile, la società mwbimSport Management, presso la piscina Pia Grande di via Murri. Presso il centro natatorio di Sant'Albino il Nuoto Club Monza è il riferimento per la pratica di tutti i principali sport acquatici: pallanuoto, nuoto e syncro.

• mwbiySubacquea e apnea

Dal 1977 (anno di fondazione) riferimento nell'insegnamento della disciplina mwbigsubacquea e dell'mwbikapnea è la Ferrea Sub Monza, società affiliata mwbioF.I.P.S.A.S. e riconosciuta dal mwbisC.O.N.I. con sede in corso Milano 39.

Con l'obiettivo di promuovere l'avanzamento delle conoscenze e della ricerca nell'ambito della biologia marina e nella salvaguardia del mare, ogni anno (con il supporto di Tethys Research Institute, Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee e Nuoto Pinnato, TEMC DE-OX Zerodive e di ASSOSUB) organizza il "mwbi0Premio Majorca", dedicato alla memoria della campionessa Rossana Majorca, recordista mondiale nell'immersione sportiva in apnea, nonché figlia del grande mwbi4Enzo, prematuramente scomparsa il 6 gennaio 2005. Il premio ha ottenuto l'alto Patrocinio della mwbi8Marina Militare.

• mwbjiTennis

Nel recinto del parco, con accesso da via Boccaccio, è il Circolo del Tennis. Dall'anno 2025 si disputa il torneo professionistico maschile dell'mwbjqATP Challenger Tour denominato mwbjuMonza Open.

• mwbjgTiro a segno

In via Ticino si trova il tiro a segno nazionale.

Impianti sportivi

Piscine

• Centro natatorio (piscina coperta comunale), via Murri 23
• Overseas (piscina coperta e scoperta), via Pitagora
• Piscina comunale (piscina scoperta comunale), c/o Autodromo - Parco di Monza
• Piscina Collegio Villoresi (piscina coperta), via Monti e Tognetti 10
• Mirtillo Baby & Fitness Club (piscina coperta), via Canova 19
• Rondò dei Pini (piscina coperta), via Casanova 5
• N.E.I. (piscina coperta comunale), via Enrico da Monza 6

Note

mwbk0Esplicative

cite-note-11. L'istituzione del moderno comune di Monza avvenne in mwblmepoca comunale, nel 1174: in tale anno fu infatti attestata per la prima volta l'attività della magistratura consolare. La prima forma di governo locale risale invece all'mwblqepoca romana quando, nel 49 a.C., l'antica mwbluModicia venne elevata da mwblcCesare, nell'ambito della mwblgmwblkLex Roscia, allo status di mwblomwblsvicus.

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cite-note-2524. mwbysGiuseppe Maria Longoni, mwbywL'eredità dei cappellai, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2003, p.mwby0 72. mwby4ISBN non esistente
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cite-note-2928. mwb08Pietro Arienti, mwb1aMonza: dall'Armistizio alla Liberazione. 1943-1945, Missaglia, Bellavite, 2015, p.mwb1e 106, mwb1iISBNmwb1m 978-88-7511-256-1.: "la stretta collaborazione che da tempo Gianni Citterio ha instaurato con alcuni oppositori politici monzesi come mwb1uAntonio Gambacorti Passerini, Aldo Buzzelli, Enrico Farè, Rodolfo Crippa, Amedeo Ferrari e Fortunato Scali, si concretizza nella creazione di un gruppo politico clandestino".
cite-note-3029. mwb1kVittorio D'Amico, mwb1oMonza nella Resistenza, Monza, Edizione del Comune di Monza, 1960, pp.mwb1s 26-27. mwb1wISBN non esistente: "Si costituiva anche a Monza il C.L.N. coi rappresentanti dei tre partiti maggiori: Luigi Fossati per la DC, Enrico Farè per il PSI e Fortunato Scali per il PCI".
cite-note-3130. mwb2aGiovanni Battista Stucchi, mwb2eTornim a baita: dalla campagna di Russia alla Repubblica dell'Ossola, Milano, Vangelista, 1983.
cite-note-3231. mwb2uPietro Arienti, mwb2yMonza: dall'Armistizio alla Liberazione. 1943-1945, Missaglia, Bellavite, 2015, pp.mwb2c 36-37, mwb2gISBNmwb2k 978-88-7511-256-1.: "Quello che in questi mesi accadde a Monza alla Villa Reale, al macello, in via Tommaso Grossi e alla Casa del Balilla forse non è percepito nelle sue drammatiche proporzioni. [...] Non meno di cinquecento persone vi transitarono e forse il numero è in difetto. Uomini e donne che, come molte testimonianze orali e scritte rivelano, subirono percosse a base di calci e pugni, bastonature col nerbo di bue e con la clava, furono sottoposte alla "manetta", una specie di braccialetto avvolto attorno al polso con un perno che avvitandosi stringeva, facendolo entrare nella carne e serrandosi intorno a nervi e ossa; oppure gli bruciarono la pianta dei piedi, gli strapparono le unghie. [...] Nella fontana della Villa Reale, i prigionieri venivano immersi incatenati e nudi; sempre quei cortili videro i genitori dei ricercati, contro i quali venivano scagliati i cani per convincerli a confessare dov'erano nascosti i figli; qualche vittima racconta anche la messa in scena di finte esecuzioni. "
cite-note-3332. mwb24Vittorio D'Amico, mwb28Monza nella Resistenza, Monza, Edizione del Comune di Monza, 1960, pp.mwb3a 71-74. (mwb3eISBN non esistente) Testimonianza di Piero Gambacorti Passerini: "Da più giorni il mio tempo si alternava fra gli interrogatori e la permanenza in gelide celle. [...] Fra i tanti supplizzi subiti ricordo uno da lui (un certo Bussolin) messo in pratica: le due mani legate, le ginocchia fatte sporgere per la forte pressione degli arti sul tronco al di sopra dei gomiti e fissate a un manico di scopa che passava al disopra dei gomiti e al disotto delle ginocchia. Così ridotto a una palla, venivo colpito disordinatamente dai miei carnefici con calci, pugni, colpi di frusta e bastonature. Qualche volta esageravano, specie coi colpi alla testa, e con rabbia dei miei aguzzini svenivo. [...] Ad un certo punto incominciai a perdere sangue anche da un orecchio. [...] Ma non parlai; e così quando il Gatti mi disse: «Ti fucileremo domani mattina», il Bussolin urlò: «Ma intanto ha vinto lui! Non ha parlato, a quest'ora i suoi compagni ormai già sapranno della sua cattura e si saranno messi in salvo!»."
cite-note-3433. mwb3uGianfranco Bianchi, mwb3yDalla Resistenza, Milano, Provincia di Milano, 1975, p.mwb3c 28. mwb3gISBN non esistente: "Dopo ampie discussioni si convenne ad uno schema di "tregua d'armi" a partire dalle ore zero del 25 aprile. Tensfeld (il generale tedesco Willy Tensfeld) avrebbe riconosciuto il Comando generale operativo partigiano e si sarebbe impegnato a cessare il fuoco in tutto il settore; nello stesso tempo gli italiani detenuti come ostaggi sarebbero stati consegnati ai partigiani, mentre le truppe "repubblichine" avrebbero ricevuto il trattamento dei prigionieri di guerra. Inoltre il generale tedesco si impegnava «a non dar corso alla distruzione degli impianti prevista in caso di ritirata». I partigiani, dal canto loro, si sarebbero impegnati a non attaccare le truppe germaniche che avrebbero ripiegato «ordinatamente oltre il confine con le sole armi individuali»: armi pesanti e altro materiale diventavano preda bellica dei partigiani, che si impegnavano nell'astenersi «dall'intraprendere azioni offensive contro le truppe germaniche».
cite-note-3534. mwb3wPietro Arienti, mwb30Monza: dall'Armistizio alla Liberazione. 1943-1945, Missaglia, Bellavite, 2015, pp.mwb34 204-205, mwb38ISBNmwb4a 978-88-7511-256-1.
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Bibliografia

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Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.monza.it.
• citereftreccani-itMonza, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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